Fibonacci

Fibonacci

di Aggiornato: 31 marzo 2018 0 commenti

Introduciamo con questo articolo Leonardo Pisano detto il Fibonacci (1175/1235) un matematico, anzi molti lo considerano IL matematico. Rimando alla pagina di Wikipedia perché fece molte scoperte in questo ambito. Con la finanza non ebbe a che fare direttamente ma come vedremo l’ha influenzata in particolare modo per la sua scoperta più importante, ovvero la “sequenza, o successione, di Fibonacci”.

Non è una cosa per nulla complessa da comprendere, guardiamo questi numeri:

1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89 …

come si vede sommando il secondo numero al primo si ottiene il terzo, che sommato al secondo ci da il quarto e così via. Elliott ne riprese i concetti per sviluppare proprio nelle sue onde, alcune teorie che riportano a moderni strumenti tra i quali il noto “ritracciamento di fibonacci”.

Infatti esiste una proporzione tra un numero e quello successivo della sequenza, che tende ad essere vicino 0,618, mentre nel caso inverso, ovvero la proporzione di un numero e il suo precedente tenderà ad essere vicino a 1,618. Se invece si osserva la proporzione tra due numeri alternati (pari o dispari) la proporzione si avvicina a 2,618 o 0,382 nel caso inverso.

Per quanto possa sembrare a prima vista improbabile questa sequenza e questi rapporti si ritrovano in moltissimi altri campi, tra cui il DNA umano, l’orbita delle galassie, le piante eccetera. Elliott si avvalse della coefficienza di  Fibonacci proprio per costruire le 8 onde (le 5 onde impulsive più le 3 correttive).

I coefficienti sono 0,382%, 0,50%, 0,618%, 1, 1,618%, 2,618% e permettono di poter ipotizzare un possibile andamento del mercato al netto di sconvolgimenti esterni, cercando di individuare la relazione con delle onde successive.

  1. L’estensione della terza onda può essere individuato moltiplicando il valore di mercato all’altezza della prima onda per 1,618 e a questa sommare il valore di mercato del punto minimo della seconda onda.
  2. L’estensione della onda 5 può essere trovato moltiplicando la onda 1 per 3,236 (cioè 1,618 x 2) a cui sommare il valore di mercato massimo della stessa per il picco, e quello minimo per il punto più basso. Spesso nei grafi si utilizza la lunghezza l’estensione e angolo di onda uno per predire onda 5.
  3. In caso di trend rialzista la distanza dal minimo di onda 1 e il massimo di onda 3 (quindi valore massimo onda 3 – valore minimo onda 1), moltiplicato per 1,618 a cui il totale va aggiungo al valore di mercato del minimo di onda 4.
  4. Se la prima onda è più lunga della terza, il punto di picco della onda cinque può essere previsto sommando il minimo di onda 2 con il picco di onda 1 x 0,618.

Un altro specchietto più semplice può essere così identificato:

  1. Onda 2 = 0,618 x valore di mercato massimo di onda 1
  2. Onda 3 = 1,618 x valore di mercato massimo di onda 1
  3. Onda 4 = 0,382 x valore di mercato massimo di onda 3
  4. Onda 5 = (valore massimo di mercato di onda 1 – valore minimo di mercato di onda 1) + minimo di onda 4

Chiaramente dal punto di vista pratico ci vengono in aiuto i sistemi grafici con calcolo in tempo reale. Qui è necessaria un po’ di esperienza su dove iniziare e dove terminare il ritracciamento. Si otterranno quindi dei livelli orizzontali dove appunto la zona tra 0,50 e 0,618 è quella di maggiore interesse.

In linea generale si conviene che il valore massimo verso quello minimo (per operazioni di tipo long, inverso per le short) avvenga sul corpo delle candele (ne parliamo più avanti) e non sui picchi. In genere si utilizzano le estensioni come dagli specchietti riepilogativi, in particolare per onda 5 visto che ci troveremo davanti ad un trend conclamato. I punti di ritracciamento devono essere rafforzati da punti di resistenza o supporto (argomento che verrà trattato più avanti) identificati in precedenza.

Qui sotto un esempio su un downtrend complicato dove però si è riusciti a trovare con profitto l’onda di rimbalzo utilizzando proprio il ritracciamento di fibonacci.

In TradingView il ritracciamento di fibonacci appare alla sinistra come terzo strumento. Per qualche strana ragione non è lo strumento di default, per cui va selezionato in modo specifico dal menu a tendina.

Indice degli articoli:

  1. Introduzione
  2. Ingranaggi del prezzo.
  3. 3 principi base dell’analisi tecnica
  4. Teoria di Charles Dow
  5. Strumenti base: gli exchange
  6. Strumenti base: i grafici
  7. Teoria di Eliott
  8. Fibonacci Articolo corrente
  9. Teoria di Gann - [Articolo programmato]
  10. Teoria di Newton - [Articolo programmato]
  11. Il ciclo del prezzo - [Articolo programmato]

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